…quando ho iniziato ad occuparmi di Coaching, avevo un sogno.
E’ così che voglio cominciare a raccontarti di me!


Mi ricordo di essere stata alla ricerca di un tipo di Coaching che guardasse alla Persona nella sua interezza.

Cercavo una scuola, un “orientamento” che fosse improntato sul fare, sull’agire, sulla chiarezza d’intenti, sulla valorizzazione dell’autenticità del Coachee (il cliente del Coach) e sul supporto al raggiungimento dei suoi obiettivi in modo fluido e consapevole.

Cercavo uno “stile”, una metodologia di Coaching che mi permettesse di essere di supporto e guida al Coachee così da poterlo accompagnare, con creatività ed intuito, nel risvegliare, riconoscere ed accogliere le proprie caratteristiche, i propri talenti, le proprie competenze, i propri momentanei limiti e difficoltà in stretto contatto con necessità e bisogni personali.

Così che sia essa o esso stesso a scoprire un po’ di più del “proprio chi sono”, a trovare in se’ la motivazione, ad aprirsi a nuovi punti di vista ed elaborare personali piani d’azione, comprendere come e se realizzare i propri sogni, risolvere i propri problemi e raggiungere i propri obiettivi.


E, dopo un’accurata ricerca, la risposta alle mie esigenze è arrivata

Quando ho finalmente trovato la Scuola che ha fatto per me (Durga di Torino, con la conduzione di Carla Malinverni), oltre aver trovato riscontro alle esigenze che vi ho raccontato (e molto altro), ho scoperto l’importanza nel comunicare ai miei Coachee che al posto di consigli donerò loro alcuni e selezionati feedback di coaching scaturiti grazie all’ascolto attivo delle loro parole, dei loro problemi e delle loro necessità.

Che al posto di suggerimenti, invece di aiutarli facendo le cose al posto loro, di fare da motivatrice e servire la soluzione su un piatto d’argento… per me sarà un piacere immenso assistere alla crescita personale e professionale ed alle loro vittorie grazie alle loro stesse mani, al loro impegno paziente e costante, supportati dalle tecniche di Coaching e (anche se in Coaching Sonoro non farò la Musicoterapista) da alcuni strumenti che attingono dalla musicoterapia, oltre che da quella grande forza che prende il nome di fiducia.

In se’ stessi e nel prossimo.


…quando ho iniziato ad occuparmi di Coaching, avevo un sogno.

E il tuo qual è?

Grazie per la lettura, Renata Chiappino

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LEGGI la "FILOSOFIA DEL COACHING":

a) Il Coaching è una metodologia di sostegno processuale-relazionale, una partnership (tra un Coach ed il suo Cliente) centrata: sull’individuazione di specifici obiettivi e dei relativi piani d’azione atti a conseguirli; sul sostegno motivazionale e di realizzazione progettuale, operato dal Coach in alleanza con il proprio Cliente; su una relazione mossa dall’ottimismo e dalla creatività; sull’individuazione, allenamento e valorizzazione delle risorse personali e di contesto, nell’ottica della co-costruzione di obiettivi e piani d’azione utili a conseguirli.

b) L’operato di un Coach NON rientra nelle attività relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art. 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, pertanto s’impegna a non svolgere tali attività, salvo che sia dotato del relativo titolo professionale ed iscritto all’Ordine degli psicologi.

c) Il Coaching NON deve essere confuso con la psicologia, la psicoterapia, l’ipnosi, il counseling, la PNL, il tutoring, la terapia olistica e con nessun’altra relazione professionale fondata sul sostegno, l’aiuto e/o la crescita personale. Il Cliente deve esserne consapevole e correttamente informato.

d) La relazione di Coaching esiste solo se esiste una “domanda” chiara e specifica di Coaching da parte di un Cliente. Tutto questo è sancito da un accordo (un contratto formale) nel quale vengono definiti diritti e doveri, esplicitati gli accordi, le responsabilità reciproche, il compenso del Coach, le modalità di pagamento, la Privacy, il Foro Competente in caso di contenzioso.

[Tratto dal codice di condotta A.Co.I. (Ass. Coaching Italia)]